"Rigoletto - Ouverture" di Giuseppe Verdi

Un uomo, elegantemente vestito, entra sul palcoscenico accompagnato da un grande applauso del pubblico. Tutti gli orchestrali sono già ai loro posti, ciascuno al proprio posto. Con un'alzata di braccio il direttore, così si chiama quell'uomo elegantemente vestito, chiede all'orchestra intera di alzarsi per un inchino. Poi gli applausi si calmano, ogni musicista si prepara col proprio strumento e il direttore, con la bacchetta, invita trombe e tromboni a suonare. Una semplice nota, ribattuta. È il segnale. È il nostro "C'era una volta" che annuncia l'inizio di una storia. Senza conoscerne i personaggi, gli avvenimenti, gli intrecci... capiamo subito che non sarà una storia tanto serena. 

 

Che emozione ci trasmettono quegli squilli di tromba? E quelle arcate dolenti di viole e violini?

Che personaggio ci immaginiamo protagonista di questa storia, chi sarà mai questo Rigoletto, insomma? Forse un cavaliere oscuro che si prepara alla guerra. O un potente mago alle prese con oscuri incantesimi. O ancora un buffone di corte, un giullare, che medita vendetta nei confronti del re. 

 

Una delle cose che più amo della musica è proprio la libertà che ci lascia. Ascoltando questo brano siamo liberi di immaginare ciò che vogliamo. E Giuseppe Verdi, il musicista che l'ha composta, ha pensato ad una storia ben precisa: una storia di amore e di tranelli, di vendette e di sorprese. E che musica, che musica!